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COSA C’E’ DI MEGLIO DELLA TOFANA DI ROZES?

Non vedo l’ora di andare in montagna, ne parlo da mesi e finalmente ho scelto la giornata.
Cosa c’è di meglio della Tofana di Rozes?

Assieme alla mia famiglia raggiungo il Rifugio Dibona, si trova in località Dibona a Cortina d’Ampezzo. Oggi la giornata è soleggiata e tutto promettbene. Si parte!

Saliamo l’ampia mulattiera segnata dal CAI con il numero 403.
Man mano che camminiamo la fatica aumenta. Le nuvole lasciano spazio alle sublimi Cinque Torri in mezzo ad uno spazio di azzurro intenso. Superiamo i primi 300 mt di dislivello, la mulattiera si restringe e prende pendenza per la salita fino a quello che resta delle postazioni della Grande Guerra. Ecco apparire il Rifugio Giussani, la prima tappa della nostra giornata. Entriamo con calma e consumiamo un buon caffè gustandoci il panorama. Oggi abbiamo la giornata libera, nessuno ci aspetta in ufficio.

Si riparte! Attraversiamo l’ampia sella fino alle ghiaie che scendono dai 3000 mt della cima, seguendo i bollini blu iniziamo la salita lungo la via normale. Inizialmente il sentiero è su ghiaie ben pressate. Saliamo tagliando tutta la parete Nord-Est, con panorami incredibili sulla Val Travenanzes e le altre due Tofane.

Poi le ghiaie lasciano spazio a qualche facile risalto roccioso intervallato sempre da ghiaie a volte più mobili ma mai difficili. Seguiamo i bollini blu, a volte sono a destra, a volte a sinistra, come numerosi folletti. La via non è cosi obbligatoria e decidiamo di procedere dove il terreno ci sembra migliore. Poi, tre ferri di cavallo conficcati nella roccia ci fanno intuire che siamo in prossimità dell’uscita della ferrata Lipella e dei 3000 mt. Questa ferrata fino alla Tofana di Rozes è immancabile nel carnet dell’appassionato!

Personalmente ne risento un po’ della quota, ma non mollo.

Arriviamo finalmente sulla dorsale terminale, mancano poco di 200 mt di dislivello. Il vento spinge verso Nord. Continuiamo a salire le ripide ghiaie sommitali stando a Ovest della stondata cresta ed infine, “ecco la grande croce”!

Il panorama è qualcosa di indescrivibile. Le poche nubi poco sopra di noi rendono tutto magico e incredibilmente perfetto. Ci godiamo la cima per 20 minuti di solitudine, senza nessun altro.

Fotografiamo quello che ci circonda, osserviamo i gracchi volteggiare. Ci rilassiamo. Autoscatto di rito con la croce e iniziamo a scendere. Questa volta seguendo il filo della dorsale. Incrociamo diversi turisti. A ritroso lungo la via di salita, perdiamo quota velocemente e raggiungiamo nuovamente il Rifugio Giussani.

Infine ecco la mulattiera, la giornata volge al termine, il Rifugio Dibona ci attende per rifocillarci.
Siamo stanchissimi ma allo stesso tempo orgogliosi di essere riusciti a passare una grandiosa giornata in famiglia.

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