UN RICORDO FAVOLOSO DI CORTINA D’AMPEZZO

Un ricordo favoloso! Era fine estate e soggiornavo nella casera dei nonni a Cortina d’Ampezzo in provincia di Belluno

Un ricordo favoloso di Cortina d’Ampezzo con le sue montagne il Pomagagnon, Le Cinque Torri, il Cristallo, il Faloria, Le Tofane: che emozioni! 

Ricordo anche l’emozione, l’entusiasmo che mi veniva nel vedere quanta magia vi fosse nel sottobosco, quando scoprivo cose che stando nel giardino di casa non vedevo! Favoloso era vedere i cervi all’alba e udire il loro bramito. Ricordo che vi era una leggera nebbiolina che rendeva magico e surreale l’intero paesaggio. 

Un ricordo favoloso che mi torna in mente era anche quando mi fermavo ad ascoltare il soffio del vento tra i pini, gli abeti ed i larici. Il fruscio delle foglie sui grandi e possenti rami, il richiamo degli uccelli ed il ronzio degli insetti, mentre in lontananza si udiva il vivace gorgoglio di un limpido torrente e le tante sorprese provenienti dallo scoprire sentieri perduti, tra erbe aromatiche e piantine selvatiche quanto bello era sentire quei profumi di pino e di bacche di ginepro che ti inebriavano l’olfatto. Oppure, quando andavo a cercare fiori rari come le stelle alpine, quando le trovavo mi sembra di aver trovato l’oro, per la loro bellezza e la loro forma a stella con petali candidi e vellutati.

Un ricordo favoloso che ho è anche quello del profumo dei prati appena tagliati e dell’erba inumidita dalla rugiada, come anche del profumo della torta che la nonna sfornava di prima mattina per la colazione. Era una torta casereccia fatta di confettura a volte erano fragole, altre volte erano mirtilli o frutti di bosco. La nonna era veramente eccezionale in cucina ed è un favoloso ricordo.

Ricordare quelle emozioni, di tanti anni fa, di un’infanzia ricca di cose semplici e di spensieratezza.

Un altro ricordo favoloso che ho, è anche quello del sapore dei casunziei con le rape rosse, la polenta con il mais sponcio, i funghi e la carne, quanta carne che mangiavo dai nonni! Avevano in giardino un grande barbecue fatto a camino, in mattoni rossi ed il nonno era bravissimo a cuocere la carne e alla polenta faceva formare quella crosticina croccante che la rendeva qualcosa di unico al palato.

Un ricordo favoloso a cui ne seguono molti altri, sempre di me bambina a Cortina d’Ampezzo, come quando seguivo a carponi le formiche giganti e laboriose che accumulavano tanti aghi di pino per creare i loro nidi enormi, poi accadeva che giravo la testa, perché sentivo un fruscio e… wow! Ecco, davanti a me un cerbiatto, che da lontano mi osservava con i suoi occhioni dolci e, stava lì fermo a fissarmi, come volesse dirmi qualcosa. Provavo quindi ad avvicinarmi lentamente per accarezzarlo, ma a poca distanza, ormai quasi raggiuntolo, lui scappava diffidente e rimanevo delusa, pensando “non ti avrei fatto nulla di male!”. 
Questi i miei ricordi favolosi del tempo trascorso nel favoloso, magico ed anche misterioso territorio di Cortina d’Ampezzo, in provincia di Belluno.